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Feb 16

Sei polmoni a 19 anni a causa delle fibrosi cistica

Una storia incredibile arriva dalla Toscana, dove una ragazza di appena 19 anni malata di fibrosi cistica  ha subìto un intervento di duplice retrapianto di polmone al policlinico Santa Maria alle Scotte. Un caso unico nella regione centrale di Italia e molto raro anche a livello mondiale. A causare la necessità di un nuovo intervento è stato il rigetto dei polmoni che tre anni fa le erano stati trapiantati in una situazione di per sé molto delicata, con la giovane paziente alle prese con insufficienza respiratoria terminale.

duplice retrapianto polmone

Il trapianto dei due polmoni però non è andato bene visto che la paziente ha subìto il rigetto. E così nel dicembre del 2015 è stato necessario un ulteriore intervento, un retrapianto di entrambi i polmoni per cercare di arginare una situazione davvero difficile. Dopo sei mesi di ospedale la 19enne ha potuto finalmente riabbracciare i familiari. L’intervento è andato bene ma, come sottolineato dalla equipe medica che lo ha portato a termine, il retrapianto presenta di per sé problemi più complessi rispetto al primo trapianto subìto e il successo dell’intervento è legato a diversi fattori. Insomma occorre aspettare nella speranza che tutto possa evolversi per il meglio e che la bronchiolite obliterante (ovvero un danno progressivo ai polmoni che non permette più di respirare autonomamente) che aveva colpito la ragazza a dicembre possa non tornare più. Una storia triste che vede protagonista una ragazza giovanissima che ha subito il suo primo intervento di trapianto dei polmoni ad appena sedici anni e che, a causa della fibrosi cistica che l’ha colpita, si trova costretta a lottare ogni giorno. Sei polmoni in 19 anni, davvero un record poco invidiabile.

A livello mondiale l’intervento di retrapianto interessa appena il 4% dei pazienti trapiantati, come spiegato da Piero Paladini, direttore delle unità operative trapianto di polmone, e in Europa è una procedura che riguarda poco più di 50 pazienti all’anno. Facile capire dunque come l’intervento condotto a Siena sia più unico che raro.

Herrndorff

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