«

»

Set 29

Cellule tumorali, prima foto in 3D per migliore diagnosi

Una novità importante nella lotta ai tumori arriva dagli Stati Uniti: i ricercatori del Southwestern Medical Center dell’Università del Texas, guidati da Reto Fiolka sono riusciti a realizzare la prima foto in 3D delle cellule tumorali grazie ad un microscopio ad alta risoluzione.

cellule tumorali in 3D diagnosi

Il risultato raggiunto è importante perché in grado di fare meglio comprendere il comportamento e scoprire nuovi punti deboli di una malattia che purtroppo è sempre più frequente anche nelle persone molto giovani. I ricercatori che hanno lavorato a questo studio hanno usato il microscopio per osservare diversi tipi di cellule di tumore della pelle di alcuni pazienti. Lo studio in 3D, ha concesso, rispetto ai classici vetrini usati fino ad oggi in laboratorio, di avere una visione differente delle cellule tumorali che causano la malattia. In particolare quelle del melanoma, uno dei più frequenti tumori della pelle (nelle donne colpisce soprattutto le zone degli arti inferiori, negli uomini la schiena), evidenziano delle protuberanze che potrebbero aiutare le cellule malate a sopravvivere e vagare pericolosamente per il corpo.

Una scoperta, questa, che è stata resa possibile solo grazie ad una analisi più dettagliata delle cellule tumorali e una tecnologia avanzata che potrebbe rendere davvero migliore la diagnosi di tumore. Adesso gli stessi ricercatori che hanno prodotto la prima foto in 3D delle cellule tumorali, lavoreranno allo sviluppo di piattaforme informatiche per estrarre ed elaborare le informazioni ottenute al fine di applicare poi questa nuova tecnologia a tutti i tipi di tumori. E il professor Reto Fiolka, colui che ha guidato questa importante ricerca, ha affermato:

Ci sono prove chiare che l’ambiente influisce parecchio sul comportamento delle cellule, quindi il valore degli esperimenti sulle colture di cellule sui vetrini deve almeno essere messo in discussione. Il nostro microscopio ad alta risoluzione può aiutarci a comprendere meglio i meccanismi molecolari alla base del comportamento cellulare, e avere un’immagine più realistica dell’ambiente tumorale

Per approfondimenti clicca qui:

Welf e Driscoll et al.

Lascia un commento